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In questa sezione potete trovare le risposte alle domande più frequenti sul progetto e le risposte alle domande tecniche a cura del Prof. Ing. Andrea Bernasconi, consulente del Politecnico di Graz (A) e professore di costruzioni in legno presso la Scuola di Ingegneria di Yverdon (CH). 

Cenni sul legno

Si dice che il progetto di via Cenni sia fortemente innovativo, ma non vorrei che “innovativo” volesse dire “sperimentale”.

L'avvento della tecnologia XLAM (o dei pannelli di legno massiccio incollato a strati incrociati, o ancora dei pannelli di compensato di tavole), a partire dagli anni '90, ha permesso di realizzare elementi strutturali di legno piani e massicci di grandi dimensioni. Immediatamente applicata all'edilizia residenziale un po' ovunque in Europa, questa tecnologia permette di realizzare strutture scatolari con prestazioni meccaniche eccellenti.

Gli edifici residenziali multipiano di legno sono quindi a pieno titolo parte integrante della realtà quotidiana in molte regioni europee. A fianco della quotidianità degli edifici con struttura di legno di 4 o 5 piani, la discussione scientifica descrive, al momento attuale l'edilizia di legno fino a 10 - 12 piani come applicazione delle conoscenze, delle tecnologie e delle esperienze attualmente disponibili, riservando alle visioni di 14, 16 o anche 20 piani di struttura lignea il predicato di "ambizioso e sperimentale".

Il sistema costruttivo e strutturale delle torri di via Cenni rappresenta l'applicazione di questi principi e di questo stato dell'arte. Può essere definito innovativo e all'avanguardia, perché si tratta del primo edificio di queste dimensioni realizzato in Italia e del primo edificio di questo tipo e di queste dimensioni realizzato in zona sismica.

La torri del progetto di via Cenni, con i loro  9 piani fuori terra rientrano appieno nella definizione dell'edificio alto e come tali deve essere concepito e analizzato. 

La scelta del sistema costruttivo basato sulla tecnologia dei pannelli massicci di legno incollato a strati incrociati - XLAM - è il risultato di uno studio preliminare di fattibilità sulla base del progetto iniziale. Oggetto dello studio, oltre alle prime riflessioni sulla definizione della concezione strutturale dell'edificio, è stato lo stato dell'arte della costruzione in legno multipiano. Le dimensioni in pianta e il numero di piani elevato dell'edificio portano praticamente in modo automatico alla scelta di questa tipologia costruttiva, che permette la realizzazione di una struttura scatolare formata dalle pareti e dalle solette dell'intero edificio. Le pareti dell'edificio sono disposte in pianta su sette assi e formano elementi strutturali continui su tutta l'altezza dell'edificio, adattandosi all'architettura del progetto e permettendo la disposizione di finestre e aperture di dimensioni notevoli. La rigidezza e la robustezza strutturale sono ottenute dall'interazione delle pareti con le solette, anch'esse realizzate con pannelli XLAM. La struttura portante è formata dai pannelli XLAM di pareti e solette, permettendo di rinunciare all'impiego di pilastri ed evitando quindi elementi di discontinuità strutturale e la concentrazione delle forze agenti sulla struttura e sulle fondamenta in pochi punti. La discesa dei carichi avviene su tutte le pareti della struttura, distribuendo gli stessi in modo omogeneo e ottimale su tutta la struttura portante. Ne risulta una struttura più robusta e meno sensibile in caso di sollecitazioni sismiche. 

Particolare attenzione è stata riservata alla definizione dei collegamenti, quest'ultimi responsabili di assicurare la continuità strutturale dei singoli pannelli XLAM che compongono la struttura scatolare. Anche in questo caso le soluzioni costruttive adottate, pur essendo state sviluppate specialmente per questo progetto, rappresentano l'applicazione diretta delle tecnologie più moderne disponibili sul mercato. L'aspetto innovativo è rappresentato dall'applicazione di queste tecnologie in una struttura di dimensioni notevoli, realizzata esclusivamente in legno e apre le porte delle grandi strutture dell'edilizia abitativa alla costruzione in legno.

Dal punto di vista della struttura portante di legno, questo edificio rappresenta, semplicemente, lo sfruttamento delle tecnologie attuali in modo ideale. I limiti delle possibilità attuali sono rispettati, come dimostra l'analisi strutturale eseguita. La struttura prevista rientra nel quadro normativo attualmente vigente; i materiali e le soluzioni impiegati sono di tipo normale, nessuna soluzione speciale o inedita è applicata.

Il progetto di via Cenni può essere definito come applicazione delle tecnologie e dei materiali più moderni e ritenuto come al passo con lo stato attuale della scienza e della tecnica.

Esso - così come analizzato e nel rispetto delle condizioni indicate - è da ritenersi a tutti gli effetti come un progetto esemplare anche in questi aspetti.

Il legno è combustibile, ma non brucia con facilità, anzi brucia molto lentamente. Soltanto elementi di legno estremamente sottili bruciano facilmente, come i fiammiferi. Elementi di legno di dimensioni più grandi sono difficilmente infiammabili e in caso di incendio bruciano lentamente.

In caso di incendio, cioè con temperature di ca. 1000 gradi, il legno subisce la combustione, che carbonizza il legno (facendolo diventare nero) alla velocità di ca. 0,7 mm per ogni minuto. Ciò significa che ogni minuto la combustione avanza in profondità nel legno di 0,7 mm. La parte interna a questo fronte mantiene una temperatura di pochi gradi superiore a quella prima dell'incendio; questa parte mantiene anche intatte le proprie caratteristiche meccaniche e fisiche. Grazie a ciò in caso di incendio gli elementi strutturali di legno vedono ridursi lentamente la propria sezione (il proprio spessore) e perdono così con il passare del tempo la loro capacità portante. Prima del collasso della struttura, deve passare del tempo. Questo tempo può essere calcolato e verificato in fase di progetto; esso permette di mettere in salvo le persone e quanto altro debba essere salvato. Il legno, quindi, durante l'incendio mantiene anche per diverse ore la propria capacità portante, anche se questa si riduce lentamente con l'avanzamento della combustione.

Il legno assicura una naturale resistenza anche al fuoco, cosa che altri materiali non possono offrire. In presenza delle temperature già indicate, che in caso di incendio si sviluppano in pochi minuti, le strutture in acciaio - se non protette - vedono ridursi la resistenza e la rigidezza in modo tanto importante da provocare con certezza il crollo strutturale. Anche le strutture di calcestruzzo, in caso di incendio, se non protette, sono soggette a problemi importanti in tempi brevi. Si può concludere che il legno, pur essendo un materiale combustibile, manifesta la perdita di capacità portante - e porta cioè al collasso strutturale - in tempi lunghi (anche diverse ore), mentre altri materiali, fra i quali l'acciaio e il calcestruzzo, in condizioni simili, possono portare al collasso anche entro pochi minuti. 

Spesso le strutture in legno sono rivestite con materiale molto resistente in caso di incendio, che aumenta in modo notevole la protezione antincendio del legno e, quindi la sicurezza dell'edificio. Le costruzioni del progetto di via Cenni sono sistematicamente rivestite, sul lato interno, con pannelli di cartongesso, in modo da permettere l'applicazione delle finiture interne. Questo strato di cartongesso rallenta l'avanzamento dell'incendio verso il legno, ritardandone notevolmente l'inizio del processo di combustione e garantendo quindi un'ancora maggiore sicurezza della costruzione in caso di incendio.

La costruzione di una abitazione di 100 m2 richiede l'impiego di 30 - 40 m3 di legno e materiali a base di legno. Ciò equivale al taglio di ca. 120 abeti. Il medesimo quantitativo corrisponde alla crescita annua media di 7 ettari di foresta; cioè ciò corrisponde al quantitativo di legname che può essere prelevato da 7 ettari di foresta ogni anno, senza alterarne lo stato e senza metterla in pericolo.
La superficie boschiva italiana è di 8,8 mio di ettari, e produce quindi ogni anno ca. 90 mio di metri cubi di legname, di cui la metà utilizzabile per realizzare materiale da costruzione. Ogni secondo le foreste italiane producono quindi ca. 3 metri cubi di legno. Per la produzione di un edificio di 100 m2 di superficie abitabile il bosco italiano impiega ca. 15 secondi.

Nel caso del cantiere di via Cenni, per la sola parte strutturale verranno impiegati circa 6100 metri cubi di legno. Le foreste italiane producono quseta qantità di legno in molto meno di un'ora; a titolo di esempio si ricorda che le forsete austriache, di ben minore entità, necessitano di ca 3 ore di tempo.

Costruendo in legno si corre il rischio di ridurre il patrimonio boschivo?

In Europa si sfrutta circa il 50% del legno prodotto dalle foreste; in Italia circa il 25%.

Lo sfruttamento troppo ridotto del legno prodotto dalle foreste, come è il caso dell'Italia, impedisce la corretta manutenzione e gestione delle foreste e porta ad un impoverimento del patrimonio boschivo.

Una gestione sostenibile del patrimonio boschivo richiede pertanto che si incrementi l'uso del legno in modo da evitare l'invecchiamento delle foreste che ne provoca inesorabilmente anche il degrado.

La costruzione in legno contribuisce quindi al mantenimento delle foreste ed alla loro gestione sostenibile. Il legno usato per la produzione di strutture e costruzioni in genere è ricavato da legname e tronchi non di prima qualità, spesso già disponibili, che, non trovando altro impiego a valore aggiunto interessante verrebbero trascurati o usati per la combustione.

Edifici di legno costruiti oltre due secoli fa sono ancora esistenti e in servizio in molti paesi d'Europa. Anche in Italia le coperture dei casolari agricoli e degli edifici storici sono spesso di legno. Vicino a Berna c'è un ponte in legno dal nome "ponte nuovo". È stato ultimato nel 1535 ed è ancora oggi aperto al traffico dei veicoli leggeri. La struttura portante principale è quella d'origine del 1535. La manutenzione non prevede interventi su questi elementi.

I moderni edifici in legno sono costruiti con un rivestimento esterno (una facciata e un pacchetto di coibentazione) che sono impermeabili all'acqua e impediscono al legno della struttura di assorbire umidità o acqua. In questo modo il degrado del legno non è possibile e nulla ne limita il suo invecchiamento senza limiti di tempo.

Con una corretta manutenzione delle coperture e delle facciate - quindi non del legno, ma dei materiali usati per questi strati esterni - i figli dei figli dei costruttori potranno ancora vivere nel medesimo edificio di legno costruito nel 2012 Così come già lo fanno i discendenti di chi ha costruito le case di legno delle montagne alpine tre generazioni or sono.

Ovviamente una corretta progettazione ed esecuzione sono i presupposti per ottenere questi risultati, tanto per la costruzione in legno quanto per altri materiali. 

La struttura portante dei moderni edifici di legno non richiede manutenzione. È però indispensabile che facciate e copertura siano mantenute in modo corretto e ciò vale però per tutti gli edifici indipendentemente dal materiale usato.

Negli edifici con struttura portante in legno massiccio a strati incrociati le finiture esterne (intonaci e rivestimenti) svolgono esattamente la stessa funzione di protezione che svolgono negli edifici in muratura: impermeabilizzazione e protezione dagli agenti atmosferici. Sono queste superfici che dovranno essere soggette a manutenzione periodica. In più, il tipo di costruzione cosiddetta "a secco", con contropareti interne in cartongesso, consente, nel caso di manutenzione sugli impianti, di non toccare la struttura portante ed i tamponamenti.

Il mercato mostra che l'edificio di legno non è più costoso dell'edificio realizzato con altri materiali. Spesso il confronto è falsato dalla difficoltà di paragonare due edifici con caratteristiche uguali. L'edificio di legno offre sempre una capacità di coibentazione maggiore dell'edificio realizzato con altri materiali, in quanto il legno è di per sé un materiale isolante; pertanto, uno dei risparmi che permette tale sistema costruttivo è, a parità di prestazione, la riduzione degli spessori dei materiali isolanti. Un altro fattore da tener presente riguarda i tempi di costruzione. L'edificio di legno presenta tempi di cantiere pari a circa la metà di quelli necessari con le normali tecniche costruttive; considerando che il 40% del costo di costruzione è imputabile al costo della manodopera è evidente che i minori tempi di costruzione equivalgono a minori risorse necessarie per la manodopera e di conseguenza corrispondono a un risparmio nel costo della costruzione che va a bilanciare i maggiori costi di industrializzazione e trasporto del materiale.

Un altro fattore importante è la certezza dei costi: il processo esecutivo è tale per cui la programmazione delle opere e degli approvvigionamenti dei materiali non consente grandi scostamenti da quanto preventivato, ciò anche in ragione dei limitati tempi di realizzazione.

L'edificio di legno è costruito con materiale naturale e biologicamente degradabile. Il ciclo di vita del legno presenta un bilancio della CO2 neutrale; inoltre durante la sua vita il legno mantiene immagazzinato nell'edificio una notevole quantità di CO2 che non viene liberata nell'atmosfera. La produzione di legno richiede il solo impiego dell'energia solare; la sola energia usata per la produzione di materiali di legno è quella della lavorazione (taglio, levigatura, ecc.) del materiale. Il bilancio energetico dell'edificio di legno è quindi particolarmente interessante, specialmente per quanto concerne i materiali usati per la costruzione.

Particolarmente interessante è anche il bilancio ecologico dell'intera filiera del legno nella quale non esistono scarti di lavorazione veri e propri ma impieghi differenziati. Nelle segherie più moderne il calore necessario per le fasi di essicazione è prodotto dalle centrali a biomassa che oltre a servire l'impianto producono energia per le comunità limitrofe.

La maggior parte dei prodotti di legno per uso strutturale utilizza collanti di tipo sintetico e chimico. Si tratta sempre più spesso di resine poliuretaniche, la cui tossicità viene meno non appena la reazione di indurimento è sufficientemente avanzata, di regola ben prima che il prodotto lasci lo stabilimento di produzione. La produzione dei collanti e del prodotto finito sono rigorosamente, severamente e costantemente controllate da parte di istituti esterni allo stabilimento di produzione.

Il legno riduce la massa di circa il 70% rispetto ad un edificio tradizionale, riducendo quindi le forze provocate dall'azione sismica. Inoltre, il legno ha caratteristiche meccaniche di grande deformabilità, che permettono di ridurre - in un certo senso di smorzare - l'effetto dinamico del sisma sulla struttura. Non a caso in Abruzzo si è molto costruito in legno, durante la fase della ricostruzione, per esempio con il piano C.A.S.E.

Gli specialisti italiani dell'IVALSA CNR hanno dimostrato in scala reale come si comporta un edificio multipiano in caso di azione sismica. Per fare ciò hanno costruito un edificio di 7 piani direttamente all'interno del più grande laboratorio di prove sismiche del mondo, in Giappone. La simulazione dei sismi più importanti noti fino a pochi mesi fa non ha permesso di danneggiare l'edificio.

L'Italia dispone di una normativa per la costruzione di legno che altri paesi europei possono solo invidiare: chiara e semplice. Inoltre l'Italia è al primo posto nella realizzazione di ricerca sperimentale in scala 1:1 per il comportamento sismico degli edifici di legno. Solo gli Stati Uniti hanno sfruttato le capacità della tavola vibrante (banco di prova sismica) più grande del mondo con una costruzione in legno, arrivando a lavorare sperimentalmente su edifici di dimensioni uguali (7 piani di altezza) a quello degli Italiani dell'IVALSA CNR.

Inoltre le realizzazioni del piano C.A.S.E sono da considerare all'avanguardia e possono essere usate come esempio di realizzazione moderna anche all'estero.

I collegamenti degli elementi strutturali il legno sono metallici e si trovano a contatto diretto con il legno, o al suo interno. Il legno della struttura di un edificio è sempre all'interno del cappotto o delle facciate e, quindi, è sempre secco, o asciutto. In queste condizioni non c'è sufficiente presenza di umidità per innescare la corrosione del metallo dei collegamenti. La corrosione del metallo dei collegamenti all'interno della costruzione di legno non è possibile.

Non si rischia che il legno marcisca irreparabilmente in caso di danno ad una tubatura o per un rubinetto aperto?

Nel caso estremo della rottura di una tubazione dell'acqua che non fosse riconosciuta e riparata immediatamente, una quantità di acqua importante si riverserebbe all'interno dell'edificio. Di regola l'acqua filtra sotto le porte e raggiunge la tromba delle scale, ma è anche possibile che prima di poter intervenire passi del tempo. I danni maggiori in questi casi sono quelli arrecati al mobilio, ai pavimenti, ai rivestimenti interni, e in alcuni casi agli impianti elettrici e simili.

L'acqua che arrivasse a contatto con il legno degli elementi strutturali sarebbe meno preoccupante, in quanto dovrebbe prima di tutto essere assorbita dal legno il che necessiterebbe di un lasso di tempo di almeno diverse settimane. Si può affermare che un danno di questo tipo, che sia risolto entro due o tre settimane – con l’eliminazione della perdita e con l’evacuazione dell’acqua eventualmente ristagnante nei locali -  non ha alcun effetto sugli elementi strutturali. Anche in caso di evento più importante o di più lunga durata l'assorbimento dell'acqua da parte del legno è un fenomeno reversibile, per cui una volta eliminato l'apporto di nuova acqua il legno ritornerà lentamente allo stato originale, senza conseguenze strutturali di rilievo. Non va dimenticato che la parete - e la soletta - di legno permette comunque la traspirazione dell'acqua.

Il degrado e il marciume del legno richiedono condizioni di presenza di acqua per lunga durata. Una perdita di acqua in un immobile di legno abbandonato, della durata di diversi mesi, può essere causa di problemi seri.

Anche per gli elementi metallici presenti all'interno della struttura di legno non sussistono pericoli di danno, in quanto sono tutti, sistematicamente, trattati contro la corrosione (per esempio con zincatura della superficie) e le condizioni di umidità elevata sono di breve durata.

È quindi corretto affermare che in caso di fuoriuscita importante di acqua la struttura lignea non corre alcun rischio, mentre come al solito sono da aspettarsi danni ingenti ai rivestimenti interni, al mobilio e agli impianti. Lo stabile con struttura di legno non si differenzia quindi da stabili con struttura di altri materiali.  

Candidatura

Il CAF-ACLI convenzionato si trova in C.so Europa 5 e dovrai fissare l'appuntamento chiamando il n. di telefono 02/795316.
Quando prendi l'appuntamento ricordati di specificare che si tratta dell’Avviso di Cenni.
Recati al CAF-ACLI munito dei seguenti documenti.
La tariffa che dovrai corrispondere per questo servizio di € 10,00 iva compresa.

 

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Il contratto di locazione con patto di futura vendita, così come indicato nell’avviso, prevede che, per i primi otto anni, il candidato occupi l’alloggio in forza di un contratto di locazione e che, allo scadere dell’ottavo anno, l’inquilino acquisti la cd. proprietà superficiaria dell’alloggio (resta infatti in capo al Comune di Milano la titolarità della cd. nuda proprietà).

Questo schema contrattuale consente di realizzare una sorta di accompagnamento all’acquisto dell’alloggio da parte del nucleo familiare in quanto, per tutta la durata della locazione, una quota dei canoni mensili via via versati viene progressivamente accantonata (a titolo di acconto in conto prezzo), cosicchè, al momento dell’acquisto, all’ottavo anno, della proprietà superficiaria dell’alloggio, quanto già versato a titolo di acconto in conto prezzo verrà decurtato dal prezzo di cessione della proprietà superficiaria che l’assegnatario si è impegnato a versare per perfezionare l’acquisto definitivo della proprietà superficiaria dell’alloggio.

Significa abitare in uno spazio realizzato secondo degli accorgimenti e delle tecnologie tali da renderlo un ambiente confortevole e salubre, rispettoso dell'ambiente ed economico, riducendo i consumi.
Gli alloggi verranno consegnati senza arredo. Verrà fornita la piastra a induzione, di dimensioni standard, da montare nel blocco cucina.

No, l’alloggio è comprensivo di un posto auto.
La presentazione della domanda formalizza la candidatura. L'accettazione dell'alloggio offerto in locazione con patto di futura vendita verrà formalizzata soltanto successivamente, dapprima con la sottoscrizione dell’atto di prenotazione e successivamente con la sottoscrizione del contratto di locazione con patto di futura vendita.
Il reddito complessivo del nucleo familiare è pari alla somma del reddito imponibile di tutti i componenti del nucleo familiare. Al reddito imponibile deve essere applicato un abbattimento di € 516,46 per ogni figlio a carico.
Il reddito familiare netto è dato dalla somma dei redditi netti di tutti i componenti del nucleo familiare, prendendo in considerazione il reddito annuale.
Il reddito netto di una singola persona si evince dalla certificazione in possesso comprovante la situazione reddituale.
Nello specifico:
  • dal modello CUD, si sottraggono dal reddito lordo gli importi delle ritenute Irpef e delle addizionali regionale e comunale (CUD 2013 redditi 2012: parte B punto 1 più punto 2 meno punti 5-6-10-11-13); al risultato ottenuto si somma l'importo di eventuali somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro, al netto delle ritenute operate (CUD 2013 redditi 2012: punto 251 meno punto 252)
  • dal modello 730, si sottraggono dal reddito complessivo l'imposta netta e le addizionali regionale e comunale (730 2013 redditi 2012, prospetto di liquidazione: punto 11 meno punti 51-72-75-78); al risultato ottenuto si somma l'importo di eventuali somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro, al netto delle ritenute operate (730 2013 redditi 2012: quadro C rigo C5 punto 2 meno punto 3)
  • dal modello Unico, si sottraggono dal reddito complessivo l'imposta netta e le addizionali regionale e comunale (Unico 2013 redditi 2012 persone fisiche: quadro RN rigo RN1 punto 5 meno righi RN26-RV2-RV10-RV17punto4); al risultato ottenuto si somma l'importo di eventuali somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro, al netto delle ritenute operate (Unico 2013 redditi 2012: quadro RC rigo RC4 punto 2 meno punto 3)
Sì, se sei stato assunto/a con contratto di lavoro a tempo indeterminato o altro tipo di contratto di lavoro di durata almeno biennale puoi chiedere che se ne tenga conto ai fini reddituali. Quando sarai convocato/a al CAF Convenzionato dovrai portare con te, oltre a tutti gli altri documenti richiesti dall’avviso per la verifica dei requisiti reddituali, una copia del contratto e delle ultime tre buste paga.
Sì, se hai dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ovvero ad imposta sostitutiva, puoi chiedere che se ne tenga conto nel calcolo del reddito netto. Ogni caso verrà valutato singolarmente tenendo conto del carattere di continuità o di straordinarietà dei redditi esenti.

Scarica qui l'elenco dei documenti necessari per la determinazione del reddito complessivo e del reddito netto.
No, è sufficiente consegnare una copia semplice degli originali.
L'anno da considerare per il calcolo degli indicatori reddituali è il 2014 per la produzione del reddito (certificabile con il modello CUD 2015 oppure con la dichiarazione dei redditi 730 o Unico 2015).
Nel caso di soggetti titolari di diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento su di una quota di immobile, gli stessi potranno ottenere l’assegnazione dell’alloggio solo ove la suddetta quota non soddisfi il requisito di adeguatezza riportato nella tabella di cui all'art. 8 del Regolamento Regionale Lombardia n.1/2004
I candidati verranno contattati secondo l’ordine di compilazione/invio on-line della domanda di partecipazione, assicurando l’abbinamento degli alloggi disponibili con le caratteristiche di ciascun nucleo familiare, fermi restando i requisiti soggettivi e di reddito previsti dall’avviso; quindi si procederà sino ad esaurimento degli alloggi disponibili, come esplicitato dall’avviso.

I limiti massimi di reddito previsti dall’avviso dovranno essere rispettati alla data di presentazione della domanda di partecipazione.

E’ possibile cedere la proprietà superficiaria dell’alloggio decorsi almeno 5 anni dall’acquisto della medesima ed al prezzo fissato a livello comunale per gli alloggi di edilizia convenzionata.
No, il requisito è soggettivo e relativo al reddito netto dei componenti del nucleo familiare che andrà a vivere nell’alloggio. Come esplicitato nell’avviso, Polaris si riserva la possibilità di discostarsi da tale requisito minimo, al fine di agevolare il completamento della fase di assegnazione degli alloggi.
Se possiedi più di un CUD dovresti aver fatto la dichiarazione dei redditi (Mod 730 o Unico). Porta una copia di tale dichiarazione allo Sportello per la verifica dei requisiti economici.
Dalle persone che chiedono, assieme a te, di andare ad abitare nel nuovo alloggio.